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ATTENZIONE!

La disciplina generale per gli spostamenti da/per l’estero è contenuta nel DPCM 2 marzo 2021.
L’Ordinanza 29 aprile 2021 ha inoltre prorogato fino al 15 maggio le Ordinanze del 2 e del 16 aprile 2021.

SPOSTAMENTI dall’Italia: in base alla normativa italiana, gli spostamenti da/per i Paesi dell’elenco C sono consentiti senza necessità di motivazione (fatte salve le limitazioni previste in Italia su base regionale). È sempre possibile che questi Paesi prevedano restrizioni all’ingresso. Si raccomanda di consultare sempre la Scheda del Paese di interesse su Viaggiare Sicuri, per verificare eventuali restrizioni all’ingresso da parte delle Autorità locali.

INGRESSO/RIENTRO IN ITALIA: Per l’ingresso in Italia, in caso di soggiorno o transito dai Paesi dell’elenco C nei 14 giorni precedenti, oltre a compilare un’autocertificazione (che verrà a breve sostituita da un formulario digitale di localizzazione), è obbligatorio informare del proprio ingresso in Italia il Dipartimento di Prevenzione della ASL competente, sottoporsi a test molecolare o antigenico, effettuato a mezzo di tampone e risultato negativo, nelle quarantotto (48) ore antecedenti all’ingresso nel territorio italiano. In base all’Ordinanza 2 aprile 2021, fino al 15 maggio 2021, tutti coloro che hanno soggiornato o transitato, nei quattordici (14) giorni antecedenti all’ingresso in Italia, in uno o più Stati e territori di cui all’elenco C, indipendentemente dall’esito del test molecolare o antigenico già richiesto per l’ingresso in Italia, devono sottoporsi anche a un periodo di cinque (5) giorni di quarantena presso l’abitazione o la dimora, previa comunicazione del proprio ingresso nel territorio  nazionale  al  Dipartimento  di  prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio. È obbligatorio, inoltre, effettuare un ulteriore test molecolare o antigenico al termine dei cinque giorni di quarantena.

INDIPENDENTEMENTE CHE LE FRONTIERE DEI PAESI SUCCESSIVAMENTE ELENCATI SIANO APERTE O MENO NON E’ CONSENTITO SPOSTARSI PER TURISMO EXTRA UE FATTA ECCEZIONE PER I SEGUENTI  PAESI (MOLTI DEI QUALI ANCORA CHIUSI)

(Elenco D – Allegato 20 DPCM 2 marzo 2021)

SPOSTAMENTI VERSO PAESI DELL’ELENCO D: per la normativa italiana, sono consentiti gli spostamenti da/per questi Paesi senza necessità di motivazione (fatte salve le limitazioni disposte in Italia a livello regionale). La rimozione delle limitazioni agli spostamenti dall’Italia verso alcuni Paesi non esclude che questi Paesi possano ancora porre dei limiti all’ingresso.

Spostamenti da/per Paesi extra UE senza obbligo di motivazione

Australia, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Ruanda, Singapore, Tailandia

(Elenco C – Allegato 20 DPCM 2 marzo 2021)

Groenlandia, Finlandia, Svezia, Islanda, Norvegia, Portogallo

Per l’ingresso in Italia, in caso di soggiorno o transito dai Paesi dell’elenco C nei 14 giorni precedenti, oltre a compilare un’autodichiarazione, è obbligatorio informare del proprio ingresso in Italia il Dipartimento di Prevenzione della ASL competente, sottoporsi a test molecolare o antigenico, effettuato a mezzo di tampone e risultato negativo, nelle 48 ore antecedenti all’ingresso nel territorio italiano. In caso di mancata presentazione dell’attestazione relativa al test molecolare o antigenico prescritto, si è sottoposti a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria.

 Frontiere aperte

Rwanda – Svezia

 Frontiere chiuse

Antartide – Argentina – Botswana – Canada – Danimarca e Groenlandia – Finlandia – Norvegia e Svalbard – Madagascar – Mauritius – Mozambico – Oman – Russia – Stati Uniti

(Elenco E – Allegato 20 DPCM 2 marzo 2021)

Resto del mondo (vale a dire tutti gli Stati e Territori non espressamente menzionati in altri elenchi) gli spostamenti da/per il resto del mondo sono consentiti solo in presenza di precise motivazioni, quali: lavoro, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Non sono quindi consentiti spostamenti per turismo.

 Frontiere aperte (con limitazioni)
Etiopia

In risposta all’emergenza sanitaria causata da COVID-19, dall’aprile 2020, le Autorità federali etiopiche hanno progressivamente adottato una serie di misure per la cui visione si rimanda al sito web dell’Ambasciata d’Italia ad Addis Abeba.
Con riferimento al traffico aereo, le autorità locali hanno disposto che tutti i passeggeri in arrivo in Etiopia debbano obbligatoriamente esibire il certificato di negatività al COVID-19 (test solo ed esclusivamente mediante tampone con metodica PCR SARS-CoV-2) effettuato al massimo nei cinque giorni (120 ore) precedenti l’arrivo. L’attestazione di negatività sarà richiesta sia all’imbarco del vettore in partenza sia all’arrivo in Etiopia.  Ai passeggeri che non saranno muniti del risultato di negatività del predetto test sarà rifiutato l’imbarco e/o l’ingresso in Etiopia. Dopo l’espletamento delle procedure aeroportuali, è fatto obbligo a ciascun passeggero di osservare un periodo di quarantena di 7 giorni presso il proprio domicilio.
I titolari di passaporto diplomatico e di servizio sono esentati dalla presentazione del certificato di negatività; in tal caso dovranno però osservare un periodo di quarantena di 14 giorni presso il proprio domicilio.
I passeggeri in transito (inferiore alle 24 ore) sono generalmente esentati dalla presentazione del certificato di negatività, ma non possono uscire dall’Aeroporto di Addis Abeba. Qualora il transito superi le 24 ore, i passeggeri saranno condotti presso un hotel della capitale dove rimarranno, a proprie spese, per la durata del transito.
Tuttavia, nel caso specifico di transito ad Addis Abeba con destinazione finale Parigi, la compagnia Ethiopian Airlines è stata incaricata di effettuare test PCR a tutti i passeggeri, presso l’Aeroporto Internazionale di Addis Abeba Bole. Nel caso in cui si risulti negativi, il passeggero potrà continuare il viaggio per Parigi. In caso si risulti positivi, il passeggero verrà condotto presso un centro di isolamento o hotel, dove rimarrà (a proprie spese) fino a che non sarà effettuato un nuovo test con esito negativo.

Islanda

Aggiornamento: Ingresso: dal 15 giugno 2020 sono consentiti gli spostamenti da e per i paesi UE/SEE e Andorra, Monaco, San Marino e lo Stato del Vaticano. Maggiori info https://www.covid.is/categories/travel-to-and-within-iceland .
Dal 27 aprile al 31 maggio 2021, i viaggiatori provenienti da aree definite ad alto rischio (tasso di incidenza oltre 500 casi su 100.000 abitanti), in attesa del risultati del secondo test, devono osservare la quarantena in una struttura covid-19 predisposta dalle autorità. Non sono previste eccezioni per i viaggiatori in arrivo da regioni o paesi in cui il tasso di incidenza (su 14 giorni) sia tra 700 e 1000 casi su 100mila abitanti.
I viaggiatori in arrivo da aree in cui l’incidenza sia tra 500 e 699 casi su 100mila possono chiedere di essere esentati dal soggiorno in una struttura pubblica a condizione che siano in grado di dimostrare di poter osservare la quarantena in un’abitazione/dimora che soddisfi determinati requisiti. La richiesta di esenzione deve essere presentata almeno due giorni prima dell’arrivo in Islanda.
Se l’incidenza dell’infezione nel paese varia da regione a regione, l’intero paese viene classificato in base alla regione in cui l’incidenza è maggiore. Il tasso di incidenza per ciascun paese viene aggiornato sulla base dei dati forniti del Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC).
Le disposizioni si applicano anche ai cittadini islandesi e i residenti in Islanda
Sono esenti dalle misure di controllo previste per l’ingresso nel paese (certificazione di tampone prima dell’ingresso, procedura di doppio screening e quarantena) tutti i viaggiatori, anche provenienti da paesi fuori dell’area Schengen, che
a) abbiano completato la vaccinazione anti covid-19, effettuata con uno dei vaccini approvati dall’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA), e siano in possesso di un valido certificato di vaccinazione. Sono accettati anche i certificati emessi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (the International Certificate of Vaccination or the Carte Jaune/Yellow Card). Il certificato di vaccinazione deve essere in lingua islandese, danese, norvegese, svedese, inglese o francese o tradotto in una di queste lingue
b) siano in possesso di certificazione medica che attesti la presenza di anticorpi al SARS-CoV-2 (test PCR o test sierologico) dopo aver contratto il covid-19. Il certificato deve essere in lingua islandese, danese, norvegese, svedese o inglese.
Prima della partenza per l’Islanda, è necessario compilare ed inviare, nelle 72 ore antecedenti all’arrivo, un’autocertificazione disponibile a questo link. Viene inoltre raccomandato di scaricare l’app. di tracciamento Rakning C-19.

Kenya

Per i viaggiatori in arrivo in Kenya (anche provenienti dall’Italia), non è prevista la quarantena a condizione che siano muniti di un certificato negativo per test COVID PCR effettuato non più di 96 ore prima dall’arrivo in Kenya, non presentino una temperatura corporea superiore a 37,5 gradi e non manifestino tosse persistente, difficoltà respiratorie o altri sintomi influenzali.
I viaggiatori che facciano ingresso in Kenya sono tenuti a compilare previamente il modulo online di monitoraggio sanitario – reperibile a questo link – necessario a generare un “QR code” che verrà recapitato agli interessati tramite posta elettronica e andrà presentato ai controlli di sicurezza. Il monitoraggio quotidiano da parte delle Autorità sanitarie keniane proseguirà nei 14 giorni successivi all’arrivo, tramite SMS o tramite l’app di Android “Jitenge” del Ministero della Salute keniano.
Ai passeggeri in arrivo potrebbe essere inoltre richiesto un codice “Trusted Traveler” alfanumerico ed in formato QR, ottenibile nel  sito https://trustedtravel.panabios.org/   Tuttavia, dato che al momento tale sistema non appare ancora pienamente operativo, si raccomanda comunque ai viaggiatori in arrivo in Kenya di avere con sé il proprio certificato cartaceo del risultato del test PCR COVID, redatto in lingua inglese.
Poiché è in atto un peggioramento della situazione epidemica nel Paese e le strutture ospedaliere sono quasi sature, si raccomanda vivamente a coloro che intendano recarsi in Kenya, nel rispetto delle attuali disposizioni in materia di restrizioni ai viaggi all’estero, di munirsi di una adeguata copertura assicurativa per eventuali spese mediche che possono essere in loco molto elevate.
In tutto il Paese resta in vigore il coprifuoco notturno dalle 22.00 alle 4.00 del mattino, ed è stata disposta la chiusura delle scuole e la sospensione delle attività sportive. Sono vietati gli assembramenti sociali (con più di 15 persone) e politici, mentre sono permesse le celebrazioni religiose, nel rispetto di specifiche direttive.
In ragione della maggiore incidenza dei contagi da COVID-19, misure più stringenti sono state decise dalle Autorità del Kenya per quanto riguarda le contee di Nairobi, Kajiado, Kiambu, Machakos e Nakuru, nelle quali l’inizio dell’orario del coprifuoco è stato anticipato alle 20, mentre, per gli stessi motivi, nell’area costituita da tali contee è stato deciso il blocco ai movimenti in uscita ed in entrata (ma non sono impediti i movimenti all’interno dell’area). In tali contee sono state disposte, inoltre, la sospensione delle cerimonie religiose, la chiusura al pubblico di bar e ristoranti, che potranno solo offrire servizio da asporto, e il divieto di vendere alcolici.
I passeggeri che arrivino con voli nella fascia oraria del coprifuoco potranno dirigersi, anche in tali orari, presso i propri hotel e/o abitazioni, sulla base del possesso del biglietto aereo e della carta d’imbarco.
In tutti i luoghi e i mezzi di trasporto pubblici e privati continua ad essere obbligatorio l’uso di mascherine facciali e il distanziamento sociale di almeno un metro.
Per maggiori informazioni, si consiglia di consultare il sito del Ministero della Salute keniano (www.health.go.ke) o chiamare i seguenti numeri: +254 729 471 414, +254 732 353 535.

Malawi

A seguito del notevole aumento di casi COVID-19 registrati dall’inizio dell’anno, in Malawi e’ stato dichiarato lo stato di disastro nazionale.
Le frontiere terrestri restano chiuse e gli ingressi nel Paese per stranieri e non residenti sono possibili esclusivamente attraverso i due aeroporti internazionali di Lilongwe e Blantyre, pur con un numero limitato di voli. L’accesso ai terminal aeroportuali è consentito esclusivamente ai passeggeri ed al personale.
Oltre alle misure di prevenzione attualmente in vigore, i passeggeri in arrivo agli aeroporti verranno sottoposti a test PCR all’aeroporto stesso ed i risultati saranno resi noti entro 72 ore.  I costi del test e dell’isolamento per i non residenti sono a carico dei passeggeri.
Anche i passeggeri in uscita dal Malawi dovranno essere in possesso di test negativo al Covid 19 eseguito nelle 48 ore antecedenti la partenza.

Namibia
Nel contesto di un graduale rilassamento delle misure restrittive vigenti per contenere la diffusione del COVID-19, è consentito entrare in Namibia per ragioni lavorative, formative, di salute e per turismo. L’ingresso in Namibia è consentito a condizione di presentare un test PCR o un test antigenico negativo al SARS-COV-2 ottenuto nei 7 giorni (168 ore) prima dell’arrivo, rilasciato da un laboratorio certificato e autorizzato del paese di partenza. Per i bambini di età inferiore ai 5 anni non è richiesto nessun test. All’arrivo, chi presenta alle autorità namibiane un test PCR negativo al SARS-COV-2 risalente a oltre 7 giorni (168 ore) potrà entrare nel Paese con l’obbligo di osservare una quarantena (a proprie spese) e di effettuare un altro test PCR (a proprie spese) presso una struttura registrata con il Ministero della Salute namibiano. Se il test risulta negativo potrà uscire dalla quarantena, mentre se il test risulta positivo, dovrà restare in quarantena fino a quando il test PCR al SARS-COV-2 risulti negativo. Anche a coloro che sono già stati vaccinati sarà richiesto di presentare un test PCR negativo al SARS-COV-2 o un test antigienico negativo.
Portogallo

Con l’emanazione del decreto governativo n. 3838-A/2021 del 15 aprile 2021 (prorogato fino al 30 aprile 2021), l’ingresso o  il transito in Portogallo è consentito solamente per i viaggi essenziali: viaggi per motivi professionali, di studio, di ricongiungimento familiare, di salute o per ragioni umanitarie.
I passeggeri in arrivo da tutti i Paesi, compresa l’Italia, sono tenuti a presentare un test molecolare RT-PCR al Covid-19, con risultato negativo, realizzato entro le 72 ore precedenti il viaggio, in assenza del quale non potranno imbarcarsi. I bambini con età inferiore ai 24 mesi sono esentati dal presentare il suddetto test.
I passeggeri di voli provenienti da Sudafrica, Brasile e paesi UE con un tasso di incidenza superiore ai 500 casi su 100.000 abitanti negli ultimi 14 giorni (Elencati nell’allegato I del decreto: Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Francia, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Slovenia, Svezia, Ungheria) oltre a presentare test PCR negativo dovranno sottoporsi a un isolamento fiduciario di 14 giorni.
Queste misure si applicano a tutti i passeggeri in arrivo in Portogallo con voli provenienti dai suddetti paesi, indipendentemente dal paese in cui hanno iniziato il viaggio (anche dunque in caso di scalo in uno dei Paesi sopramenzionati). Si applicano anche ai passeggeri imbarcati sui voli con origine iniziale in Sud Africa e Brasile, che abbiano effettuato uno scalo o abbiano transitato attraverso altri aeroporti, e ai passeggeri che, indipendentemente dall’origine del volo, presentino un passaporto con timbro di uscita da Sudafrica e Brasile nei 14 giorni precedenti l’arrivo in Portogallo.
I passeggeri provenienti dal Regno Unito e dai Paesi con un numero di contagi inferiore ai 500 su 100.000 abitanti elencati nell’allegato II del decreto (tra cui, nell’ambito dei Paesi comunitari, Austria, Belgio, Danimarca, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Romania, Slovacchia, Spagna, Svizzera), invece, sono sottoposti al solo obbligo di test PCR negativo effettuato nelle 72 ore precedenti l’ingresso nel Paese, senza necessità di isolamento fiduciario di 14 giorni
ATTENZIONE: Tutti i viaggiatori che faranno ingresso in Portogallo, per via aerea, terrestre o marittima, provenienti da Paesi per i quali è previsto l’obbligo di quarantena all’arrivo (non é il caso dell’Italia, al momento), prima dell’ingresso effettivo in Portogallo dovranno indicare il domicilio presso il quale intendono soggiornare durante la quarantena.  A tal fine è stato predisposto il portale Travel.sef.pt che consente ai viaggiatori, prima dell’imbarco o all’arrivo in Portogallo ma prima dei controlli di frontiera, di presentare tutte le informazioni necessarie a velocizzare la fase di controllo dei documenti. Per maggiori informazioni relative alle modalità operative si rimanda la sito dell’ Ambasciata d’Italia a Lisbona.

Seychelles

I viaggiatori provenienti dall’Italia devono effettuare un test COVID-19 PCR non oltre le 72 ore dalla partenza e compilare la “Health Travel Authorisation” sul seguente sito: https://seychelles.govtas.com/. (procedura a pagamento). Il risultato del test e la “Health Travel Authorisation” potranno inoltre essere richiesti dalla compagnia aerea al momento dell’imbarco.
Per i primi 14 giorni di permanenza nel Paese, i viaggiatori provenienti dall’Italia potranno alloggiare solamente all’interno di strutture alberghiere autorizzate (elenco consultabile a questo sito).

Sud Africa

Aggiornamento: I confini sudafricani sono attualmente aperti a tutti i viaggiatori internazionali. Sono ammessi in Sud Africa – quale che sia il Paese di provenienza – i viaggiatori in possesso di un test Covid-19 di tipo “PCR” con risultato negativo e risalente a non oltre 72 ore prima del viaggio. Il test deve essere stato effettuato da un medico/laboratorio abilitato e firmato dal responsabile. I viaggiatori che non siano in grado di produrre idonea certificazione saranno sottoposti ad un periodo di quarantena a proprie spese. Chiunque presenti un test fraudolento sarà bandito dal Sud Africa per un periodo di almeno 5 anni.
Sono aperti ai voli internazionali gli aeroporti di Johannesburg, Durban e Cape Town. Dal 15 febbraio 2021 le principali frontiere di terra sono state riaperte anche per il turismo, mentre quelle secondarie restano chiuse. Sono stati riaperti i seguenti varchi di frontiera terrestri: con il Botswana: Kopfontein, Skilpadshek, Ramatlabama; con Eswatini: Oshoek, Golela, Jeppes Reef, Mananga, Mahamba; con il Lesotho: Maseru Bridge, Ficksburg, Van Rooyensgate, Qachasnek, Caledonspoort, Sani Pass; con il Mozambico: Lebombo, Kosibay; con la Namibia: Nakop, Vioolsdrift; con lo Zimbabwe: Beitbridge. Per l’ingresso in Sud Africa via terra in tutti i posti di frontiera elencati, tranne che a Van Rooyensgate, Qachasnek, Caledonspoort al confine con il Lesotho, è disponibile anche l’opzione del test antigenico rapido da effettuare in frontiera al costo di 300 rand. Un certificato PCR valido è comunque accettato in tutte le frontiere.

Tanzania

Per i viaggiatori in arrivo, sono previsti screening della temperatura corporea. Tutti coloro a cui verrà riscontrata una temperatura elevata verranno obbligatoriamente sottoposti a test in loco. Non è prevista la quarantena in arrivo, così come non risulta obbligatorio munirsi di certificato di negatività al Covid 19 per l’arrivo in Tanzania, fatto salvo che ciò non sia richiesto dalla linea aerea prescelta per il viaggio. Si raccomanda, pertanto, di verificare con attenzione le condizioni di volo con la compagnia aerea prima della partenza dall’Italia.

Uganda

Dall’1 ottobre 2020 le frontiere terrestri ed aeree sono riaperte. Per l’ingresso nel Paese, è richiesta la presentazione di un test PCR che attesti la negatività al COVID-19 eseguito 120 ore prima. Il regolamento di ingresso prevede, inoltre, il rilievo della temperatura corporea e la verifica di assenza di sintomi evidenti riconducibili al virus. Se ritenuto necessario dal personale sanitario presente in Aeroporto o ai posti di frontiera, i viaggiatori verranno sottoposti nuovamente ad un test COVID-19 e, se positivi, soggetti a isolamento e trattamento medico (a proprie spese) presso le strutture ospedaliere autorizzate dal locale Ministero della Sanità.
Anche per l’uscita dal Paese è richiesta la presentazione di un certificato di test PCR COVID-19 negativo, rilasciato non più di 120 ore prima della partenza da un laboratorio autorizzato dalle autorità locali. Poiché il protocollo in uscita dipende anche dal paese di destinazione/transito e dalla compagnia aerea, si raccomanda di informarsi preventivamente presso la compagnia aerea di riferimento. Per maggiori dettagli cliccare qui.
In risposta all’emergenza sanitaria in corso, è in vigore un coprifuoco dalle 21.00 alle 05.30 e l’obbligo di indossare una mascherina in tessuto quando si è fuori casa. Coloro che si recano all’Aeroporto internazionale di Entebbe (o da lì provengano) durante le ore di coprifuoco, devono essere in possesso di documentazione valida (biglietto aereo, carta d’imbarco) in modo da giustificare il motivo dello spostamento.