PER INFORMAZIONI UFFICIALI CONSULTARE IL SITO VIAGGIARESICURI.IT

SPOSTAMENTI DA E PER L’ESTERO

Da gennaio 2020, perdura in tutto il mondo l’emergenza sanitaria causata da COVID-19. Tutti coloro che intendano recarsi all’estero, indipendentemente dalla destinazione e dalle motivazioni del viaggio, devono considerare che qualsiasi spostamento, in questo periodo, può comportare un rischio di carattere sanitario. In particolare, nel caso in cui sia necessario sottoporsi a test molecolare o antigenico per l’ingresso/rientro in Italia, si rammenta che i viaggiatori devono prendere in considerazione la possibilità che il test dia un risultato positivo. In questo caso, non è possibile viaggiare con mezzi commerciali e si è soggetti alle procedure di quarantena e contenimento previste dal Paese in cui ci si trova. Tali procedure interessanosecondo la normativa localeanche i cosiddetti “contatti” con il soggetto positivo, che sono ugualmente sottoposti a quarantena/isolamento dalle autorità locali e a cui non è consentito spostarsi.  Si raccomanda, pertanto, di pianificare con massima attenzione ogni aspetto del viaggio, contemplando anche la possibilità di dover trascorrere un periodo aggiuntivo all’estero, nonché di dotarsi di un’assicurazione sanitaria che copra anche i rischi connessi a COVID-19. 

La disciplina generale italiana per gli spostamenti da/per l’estero è contenuta nel DPCM 2 marzo 2021 e nell’Ordinanza 29 luglio 2021, in vigore dal 31 luglio al 30 agosto 2021. Il DPCM continua a basarsi su cinque elenchi di Paesi per i quali sono previste differenti misure. Tali elenchi sono contenuti nell’Allegato 20 e possono essere modificati con apposita Ordinanza adottata dal Ministro della Salute, di concerto con il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Per i dettagli, selezionare la voce di interesse, cliccando sulla lettera o il titolo nell’elenco che segue.

ASan Marino, Città del Vaticano

B – Stati e territori a basso rischio epidemiologico, che verranno individuati con apposita Ordinanza, tra quelli di cui all’elenco C. Al momento, nessuno Stato è in questo elenco.

CAustria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Israele.

DAlbania, Arabia Saudita, Armenia, Australia, Azerbaigian, Bosnia ed Erzegovina, Brunei, Canada, Emirati Arabi Uniti, Giappone, Giordania, Libano, Kosovo, Moldavia, Montenegro, Nuova Zelanda, Qatar, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (compresi Gibilterra, Isola di Man, Isole del Canale, basi britanniche nell’isola di Cipro), Repubblica di Corea, Repubblica di Macedonia del Nord, Serbia, Singapore, Stati Uniti d’America, Ucraina, Taiwan, Regioni Amministrative Speciali di Hong Kong e Macao.

EResto del mondo: tutti gli Stati e territori non espressamente indicati in altro elenco.

Paesi soggetti a misure speciali: Brasile, India, Bangladesh e Sri Lanka.

Il Ministro della Salute, con Ordinanza 29 luglio 2021, ha ampliato il numero dei Paesi in Elenco D, ha rivisto alcuni aspetti della disciplina per l’ingresso dai Paesi in Elenco C, D ed E e ha prorogato fino al 30 agosto 2021 le misure restrittive per i viaggiatori che abbiano soggiornato/transitato in Brasile, India, Bangladesh o Sri Lanka nei quattordici (14) giorni precedenti l’ingresso in Italia.

Modulo di localizzazione – digital Passenger Locator Form (dPLF)

A partire dal 24 maggio 2021, ai sensi dell’art. 3 dell’Ordinanza del 14 maggio 2021, chiunque faccia ingresso in Italia, per una qualsiasi durata e attraverso qualsiasi mezzo di trasporto, da Stati o territori esteri di cui agli elenchi B, C, D ed E dell’allegato 20 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 marzo 2021, prima del proprio ingresso nel territorio nazionale, è tenuto a compilare un Modulo per la Localizzazione in formato digitale, denominato anche digital Passenger Locator Form (dPLF).

Si tratta di moduli con cui vengono raccolte le informazioni di contatto e le specifiche sull’indirizzo della permanenza dei viaggiatori in territorio nazionale, per permettere all’Autorità Sanitaria italiana di contattarli tempestivamente, qualora esposti ad una malattia infettiva diffusiva. In caso di viaggio in aereo, sarà compito del vettore verificare l’avvenuta compilazione del dPLF prima dell’imbarco del passeggero. La mancata compilazione comporterà il diniego all’imbarco.

Per maggiori informazioni, si raccomanda di consultare le Ordinanze su citate, il sito web del Ministero della Salute e le compagnie aeree interessate. 

Il dPLF va inviato obbligatoriamente prima dell’imbarco. Sarà comunque sempre modificabile il campo relativo al numero di posto assegnato sul volo.

Per compilare il dPLF è necessario:

collegarsi al sito https://app.euplf.eu/
seguire la procedura guidata per accedere al dPLF
scegliere l’Italia come Paese di destinazione
registrarsi al sito creando un account personale con user e password (è necessario farlo solo la prima volta)
compilare e inviare il dPLF seguendo la procedura guidata

Una volta inviato il modulo, il passeggero riceverà all’indirizzo e-mail indicato in fase di registrazione, il dPLF in formato pdf e QRcode che dovrà mostrare direttamente dal suo smartphone al momento dell’imbarco. In alternativa, il passeggero potrà stampare una copia del dPLF da mostrare all’imbarco.

È sufficiente compilare un unico dPLF per nucleo familiare.

Per maggiori informazioni consultare il sito Passenger Locator Form digitale Europeo

Per informazioni dettagliate sulla compilazione obbligatoria dei Passenger Locator Forms si rimanda al sito web del Ministero della Salute.  

La compilazione del modulo digitale, sostituisce la dichiarazione di cui all’art. 50, comma 1, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 marzo 2021. In casi eccezionali, ovvero esclusivamente in caso di impedimenti tecnologici, sarà possibile compilare il modulo cartaceoSi precisa che l’autodichiarazione resa alla Polizia di Frontiera dovrà sempre essere esibita in versione cartacea

INDIPENDENTEMENTE DAL FATTO CHE LE FRONTIERE DEI PAESI SUCCESSIVAMENTE ELENCATI SIANO APERTE O MENO NON E’ CONSENTITO SPOSTARSI PER TURISMO EXTRA UE FATTA ECCEZIONE PER I SEGUENTI  PAESI (MOLTI DEI QUALI ANCORA CHIUSI)

 

SPOSTAMENTI VERSO PAESI DELL’ELENCO D

Per la normativa italiana, sono consentiti gli spostamenti da/per questi Paesi senza necessità di motivazione (fatte salve eventuali limitazioni disposte in Italia a livello regionale).

Tuttavia, la rimozione delle limitazioni agli spostamenti dall’Italia verso alcuni Paesi non esclude che questi Paesi possano ancora porre dei limiti all’ingresso.

Si raccomanda di consultare sempre la Scheda del Paese di interesse su ViaggiareSicuri, per verificare eventuali restrizioni all’ingresso da parte delle Autorità locali.

 

INGRESSO/RIENTRO IN ITALIA DA PAESI DELL’ELENCO D – DISCIPLINA GENERALE 

Dal 31 luglio al 30 agosto 2021 (fatta salva la possibilità di adottare provvedimenti diversi in questo lasso di tempo), in base all’Ordinanza 29 luglio 2021, all’ingresso/rientro in Italia, se nei quattordici (14) giorni precedenti si è soggiornato/transitato in un Paese dell’elenco D, è obbligatorio:

Compilare un formulario on-line di localizzazione (denominato anche digital Passenger Locator Form (dPLF)  e presentarlo, sul proprio dispositivo mobile o in versione cartacea, al vettore al momento dell’imbarco, e a chiunque sia preposto a effettuare i controlli.

Presentare al vettore, all’atto dell’imbarco, e a chiunque sia preposto a effettuare i controlli, un certificato che attesti il risultato negativo di un test molecolare o antigenico, condotto con tampone, effettuato nelle settantadue (72) ore precedenti l’ingresso in Italia, da mostrare a chiunque sia preposto ad effettuare questa verifica. Il termine è ridotto a quarantotto (48) ore per gli ingressi dal Regno Unito.

Sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria (informando la ASL competente per attivare la sorveglianza) presso l’indirizzo indicato nel dPLF, per un periodo di cinque (5) giorni.

Effettuare un ulteriore test molecolare o antigenico, condotto con tampone, al termine dei cinque (5) giorni di isolamento. 

 

INGRESSO/RIENTRO IN ITALIA DA CANADA, GIAPPONE O STATI UNITI – DISCIPLINA SPECIALE

L’Ordinanza 29 luglio 2021, in vigore dal 31 luglio al 30 agosto 2021, ha stabilito che, se si proviene da Canada, Giappone o Stati Uniti e si è in possesso di una Certificazione verde Covid valida o di certificazione equipollente, rilasciata dalle autorità sanitarie locali, si può entrare in Italia senza essere soggetti agli obblighi di test e isolamento fiduciario su indicati. Rimane l’obbligo di compilare il digital Passenger Locator Form. Per essere riconosciuta come equipollente, la Certificazione in parola deve essere conforme a quanto indicato all’art. 4 comma 3 lettera b) dell’Ordinanza 29 luglio 2021 e attestare, alternativamente:

Avvenuta vaccinazione anti SARS-CoV-2, con vaccino riconosciuto dall’EMA;

Avvenuta guarigione da COVID-19;

Effettuazione, nelle quarantotto (48) ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, di un test antigenico rapido o molecolare, risultato negativo.

 

SPOSTAMENTI VERSO PAESI DELL’ELENCO C

Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, LituaniaLussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Israele.

 

SPOSTAMENTI dall’Italia – DAL 31 LUGLIO AL 30 AGOSTO 2021

In base alla normativa italiana, gli spostamenti da/per i Paesi dell’elenco C sono consentiti senza necessità di motivazione (fatte salve eventuali limitazioni previste in Italia su base regionale). È sempre possibile che questi Paesi prevedano restrizioni all’ingresso. Si raccomanda di consultare sempre la Scheda del Paese di interesse su Viaggiare Sicuri, per verificare eventuali restrizioni all’ingresso da parte delle Autorità locali

 

INGRESSO/RIENTRO in Italia – DAL 31 LUGLIO AL 30 AGOSTO 2021

In base all’Ordinanza 29 luglio 2021 del Ministro della Salute, per l’ingresso in Italia, in caso di soggiorno o transito dai Paesi dell’elenco C nei 14 giorni precedenti, è obbligatorio:

Compilare e presentare al vettore, al momento dell’imbarco, e a chiunque sia preposto a effettuare i controlli, un formulario on-line di localizzazione (denominato anche digital Passenger Locator Form – dPLF), che potrà essere visualizzato sul proprio dispositivo mobile o stampato, in versione cartacea.

Presentare al vettore, al momento dell’imbarco, e a chiunque sia preposto a effettuare i controlli, una Certificazione Verde Covid-19 rilasciata o riconosciuta ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lett. c), del decreto legge 22 aprile 2021, n. 52o altra certificazione equipollente, da cui risulti, alternativamente:

avvenuta vaccinazione anti-SARS-CoV-2,  con  attestazione  del completamento del prescritto ciclo vaccinale da almeno  quattordici giorni;

avvenuta guarigione da COVID-19, con contestuale  cessazione dell’isolamento prescritto in seguito ad infezione da SARS-CoV-2;

effettuazione, nelle quarantotto (48) ore antecedenti  all’ingresso nel territorio nazionale, di test antigenico rapido o molecolare  con esito negativo al virus SARS-CoV-2.

 Frontiere aperte

Finlandia – Portogallo e Azzorre – Svezia – Islanda – Norvegia e Svalbard

 Frontiere chiuse

Antartide – Argentina – Canada – Madagascar – Mauritius – Oman – Russia – Stati Uniti

Resto del mondo (vale a dire tutti gli Stati e Territori non espressamente menzionati in altri elenchi)
gli spostamenti da/per il resto del mondo sono consentiti solo in presenza di precise motivazioni, quali: lavoro, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Non sono quindi consentiti spostamenti per turismo.

 Frontiere aperte (con limitazioni)
Etiopia

Nel contesto generale attuale, tenuto conto degli sviluppi militari e di sicurezza nel Paese e della possibile presenza di gruppi ostili, si raccomanda ai connazionali di adoperare prudenza negli spostamenti e di evitare luoghi di assembramento, ivi inclusi hotel e locali pubblici anche nella Capitale. Si raccomanda inoltre di seguire le istruzioni impartite dalle Autorità locali e di monitorare l’evolversi della situazione consultando i media locali.
Si ricorda anche che, a seguito del conflitto iniziato il 4 novembre 2020 nella Regione del Tigray, il Governo Federale ha dichiarato lo Stato di Emergenza nella Regione, che tuttora perdura. In Tigray, le comunicazioni telefoniche ed internet sono discontinue cosi’ come il traffico aereo.
In ragione della situazione precaria sul piano della sicurezza, si raccomanda ai connazionali di non recarsi in Tigray e a coloro i quali siano gia’ presenti di evitare spostamenti non strettamente necessari e di adoperare massima cautela. Si raccomanda anche di evitare di recarsi, ove non strettamente necessario, nel distretto del Nord Amhara.
Quale conseguenza dei recenti scontri avvenuti tra Amhara ed Oromo nel mese di aprile 2021,  il Governo federale ha decretato, il 19 aprile 2021, lo Stato di Emergenza nell’area di confine tra le Regioni Amhara ed Oromia (distretti di North Shewa e South Wollo), stabilendo altresi’ l’istituzione di un Command Post militare federale nell’area. Si raccomanda ai connazionali di non recarsi nelle aree interessate dagli scontri e di tenersi informati.

 

Kenya

Per i viaggiatori in arrivo in Kenya (anche provenienti dall’Italia), non è prevista la quarantena a condizione che siano muniti di un certificato negativo per test COVID PCR effettuato non più di 96 ore prima dall’arrivo in Kenya, non presentino una temperatura corporea superiore a 37,5 gradi e non manifestino tosse persistente, difficoltà respiratorie o altri sintomi influenzali.
I viaggiatori che facciano ingresso in Kenya sono tenuti a compilare previamente il modulo online di monitoraggio sanitario – reperibile a questo link – necessario a generare un “QR code” che verrà recapitato agli interessati tramite posta elettronica e andrà presentato ai controlli di sicurezza. Il monitoraggio quotidiano da parte delle Autorità sanitarie keniane proseguirà nei 14 giorni successivi all’arrivo, tramite SMS o tramite l’app di Android “Jitenge” del Ministero della Salute keniano.
Ai passeggeri in arrivo ed in partenza è richiesto altresì un codice “Trusted Traveler”(TT Code) alfanumerico ed in formato QR, ottenibile nel  sito https://trustedtravel.panabios.org/. Il caricamento su tale sito è effettuato automaticamente dai laboratori keniani autorizzati per i passeggeri in partenza che, nel sottoporsi a test COVID, facciano richiesta di un “TT Code”, mentre è da effettuarsi manualmente per i passeggeri in arrivo dall’estero.
Dato che al momento tale sistema non appare ancora pienamente operativo per quanto riguarda i passeggeri in arrivo dall’estero, si raccomanda comunque a questi ultimi di avere con sé il proprio certificato cartaceo recante il risultato del test PCR COVID, redatto in lingua inglese.
Si raccomanda inoltre vivamente a coloro che intendano recarsi in Kenya, nel rispetto delle attuali disposizioni in materia di restrizioni ai viaggi all’estero, di munirsi di una adeguata copertura assicurativa per eventuali spese mediche che possono essere in loco molto elevate.
In tutto il Paese resta in vigore il coprifuoco notturno dalle 22.00 alle 4.00 del mattino.
I passeggeri che arrivino con voli nella fascia oraria del coprifuoco potranno dirigersi, anche in tali orari, presso i propri hotel e/o abitazioni, sulla base del possesso del biglietto aereo e della carta d’imbarco.
In tutti i luoghi e i mezzi di trasporto pubblici e privati continua ad essere obbligatorio l’uso di mascherine facciali e il distanziamento sociale di almeno un metro. 

Malawi

MALAWI: Covid-19. Aggiornamento: In Malawi il numero di casi di infezioni da Covid 19 rimane per il momento basso. Tuttavia, le notizie che pervengono dai Paesi limitrofi e dall’OMS, in relazione al possibile inizio di una terza ondata, hanno indotto le autorità locali a intensificare i controlli e attuare le restrizioni indicate di seguito.
Vige un DIVIETO d’ingresso in Malawi, con l’eccezione delle seguenti persone:
Cittadini malawianiTitolari di permesso di residenza in MalawiPersonale medico impegnato in servizio nel PaesePersonale diplomatico o consolare accreditato in Malawi o in transito nel PaeseConiuge, figli o famigliare a carico delle persone indicate ai punti 1) e 4)  Non e’ pertanto previsto  l’ingresso per i turisti.
Tutti i viaggiatori in arrivo nel Paese dovranno essere in possesso di un test PCR negativo al Covid effettuato nelle 72 ore antecedenti l’ingresso e potranno essere sottoposti ad ulteriori test all’arrivo in aeroporto.
Permangono le misure introdotte all’interno del Paese che prevedono, tra l’altro, consistenti sanzioni amministrative e penali per chiunque venisse trovato in luogo pubblico senza la mascherina. Le misure di distanziamento sociale sono obbligatore in qualsiasi luogo pubblico o aperto al pubblico, anche all’aperto e gli incontri in tutti i luoghi pubblici sono permessi con numeri contingentati.
Anche i passeggeri in uscita  dal Malawi dovranno essere in possesso di test negativo al Covid 19 eseguito nelle 48 ore antecedenti la partenza.
Si raccomanda di verificare con la propria compagnia aerea quali siano le regole relative ai tempi di validita’ del test negativo che possono variare in base alla destinazione ed ai transiti da effettuarsi.

Namibia

In base alla normativa namibiana, è consentito entrare in Namibia per ragioni lavorative, formative, di salute e per turismo.

L’ingresso in Namibia è consentito a condizione di presentare un test PCR negativo al SARS-COV-2 ottenuto nelle 72 ore prima dell’arrivo, rilasciato da un laboratorio certificato e autorizzato del paese di partenza. Per i bambini di età inferiore ai 5 anni non è richiesto nessun test. All’arrivo, chi presenta alle autorità namibiane un test PCR negativo al SARS-COV-2 risalente a oltre 72 ore potrà entrare nel Paese con l’obbligo di osservare una quarantena (a proprie spese) e di effettuare un altro test PCR (a proprie spese) presso una struttura registrata con il Ministero della Salute namibiano. Se il test risulta negativo potrà uscire dalla quarantena, mentre se il test risulta positivo, dovrà restare in quarantena fino a quando il test PCR al SARS-COV-2 risulti negativo. Anche a coloro che sono già stati vaccinati sarà richiesto di presentare un test PCR negativo al SARS-COV-2 di non oltre 72 ore.

E’ anche richiesta una assicurazione medica per tutto il periodo del soggiorno nel Paese.

Cittadini namibiani e persone in possesso di un permesso di residenza permanente o di un permesso di lavoro possono rientrare in Namibia con o senza un test PCR negativo al SARS-COV-2 e potranno evitare il periodo di quarantena, a patto che siano in possesso di un certificato che attesti il completamento dell’eventuale necessario periodo di isolamento nel paese di partenza.

E’ consentito uscire dal Paese e rientrare entro 3 giorni (72 ore) senza dovere presentare un test PCR negativo al SARS-COV-2. Si raccomanda naturalmente di verificare che tipo di test potrà essere richiesto dal o dai paesi chi si intende visitare in quelle 72 ore.

Queste norme rimangono in vigore fino al 14 agosto 2021.

È previsto l’ingresso in Namibia per via aerea attraverso l’aeroporto internazionale “Hosea Kutako” di Windhoek e l’aeroporto di Walvis Bay. Sono aperte tutte le frontiere terrestri e marittime. Alla frontiera tra Namibia e Sud Africa, le autorità sudafricane consentono anche gli spostamenti per turismo, ma per i soli varchi di Nakop e Vioolsdrift.

Seychelles

I viaggiatori in arrivo devono effettuare non oltre le 72 ore dalla partenza un tampone molecolare (PCR test) avente esito negativo e compilare la “Health Travel Authorisation” sul seguente sito:https://seychelles.govtas.com/. (procedura a pagamento). Il risultato del test e la “Health Travel Authorisation” verranno richiesti dalla compagnia aerea al momento del check-in e senza di essi potrà essere negato l’imbarco. E’ altresì obbligatoria la stipula di un’assicurazione sanitaria COVID-19 che copra eventuali costi di quarantena e trattamenti medici. Non è obbligatoria la vaccinazione, ma è fortemente raccomandata.

I viaggiatori potranno alloggiare solamente all’interno di strutture alberghiere autorizzate (elenco consultabile a questo sito) e non è previsto alcun periodo di isolamento o quarantena. Si ricorda tuttavia che la legislazione italiana al momento non consente viaggi per turismo verso i  Paesi dell’elenco E (vds. l’avviso “Covid-19 – Normativa italiana” pubblicato su questo stesso sito).

Per i residenti che rientrino nelle Seychelles, valgono gli stessi obblighi (PCR test negativo nelle 72 ore prima della partenza e richiesta della Health Travel Authorisation). Se sprovvisti di certificato vaccinale, dovranno sottoporsi però ad un periodo di isolamento fiduciario presso il proprio domicilio della durata di 7 giorni con obbligo di PCR test gratuito al 5° giorno dall’arrivo nel Paese. Invece, in presenza di certificato) (nel quale si mostri di aver completato tutte le dosi necessarie e che siano trascorse due settimane dall’ultima dose) non vi è obbligo di sottoporsi a quarantena.

I porti delle Seychelles sono aperti alle navi in arrivo. E’ obbligatorio richiedere la “Health Travel Authorisation” via email (all’indirizzo pha@health.gov.sc) e stipulare un’assicurazione sanitaria COVID-19 che copra eventuali costi di quarantena e trattamenti medici. Gli equipaggi e i passeggeri devono aver trascorso almeno 14 giorni in mare dall’ultimo sbarco precedente all’arrivo nel Paese e non devono aver avuto sintomi da COVID-19 durante questo periodo. All’arrivo, se sprovvisti di certificato vaccinale, saranno sottoposti ad un PCR test a pagamento

Permane il coprifuoco notturno dalle 23.00 alle 4.00 del mattino del giorno successivo.

Sudafrica

I confini sudafricani sono attualmente aperti a tutti i viaggiatori internazionali. Sono ammessi in Sud Africa – quale che sia il Paese di provenienza – i viaggiatori in possesso di un test Covid-19 di tipo “PCR” con risultato negativo e risalente a non oltre 72 ore prima del viaggio. Il test deve essere stato effettuato da un medico/laboratorio abilitato e firmato dal responsabile. I viaggiatori che non siano in grado di produrre idonea certificazione saranno sottoposti ad un periodo di quarantena a proprie spese. Chiunque presenti un test fraudolento sarà bandito dal Sud Africa per un periodo di almeno 5 anni.
Sono aperti ai voli internazionali gli aeroporti di Johannesburg, Durban e Cape Town. Dal 15 febbraio 2021 le principali frontiere di terra sono state riaperte anche per il turismo, mentre quelle secondarie restano chiuse. Sono stati riaperti i seguenti varchi di frontiera terrestri: con il Botswana: Kopfontein, Skilpadshek, Ramatlabama; con Eswatini: Oshoek, Golela, Jeppes Reef, Mananga, Mahamba; con il Lesotho: Maseru Bridge, Ficksburg, Van Rooyensgate, Qachasnek, Caledonspoort, Sani Pass; con il Mozambico: Lebombo, Kosibay; con la Namibia: Nakop, Vioolsdrift; con lo Zimbabwe: Beitbridge. Per l’ingresso in Sud Africa via terra in tutti i posti di frontiera elencati, tranne che a Van Rooyensgate, Qachasnek, Caledonspoort al confine con il Lesotho, è disponibile anche l’opzione del test antigenico rapido da effettuare in frontiera al costo di 300 rand. Un certificato PCR valido è comunque accettato in tutte le frontiere.
Si ricorda a chi parte dall’Italia di far riferimento alle disposizioni italiane in materia di spostamenti da/per l’estero, per le quali si rimanda alla sezione “COVID-19. NORMATIVA ITALIANA” posta all’inizio di questo avviso.
I viaggiatori in partenza dal o in arrivo in Sud Africa devono compilare il relativo questionario di viaggio (travel health questionnaire – THQ) reperibile qui entro 2 giorni dalla data di viaggio. Ove il sito non sia raggiungibile (sono stati segnalati talora problemi al riguardo), le compagnie aeree potranno distribuire ai passeggeri dei moduli cartacei da compilare.
Per i cittadini italiani, è stata altresì reintrodotta dalle autorità sudafricane l’esenzione dall’obbligo di visto per breve soggiorno. Non sarà quindi necessario presentare domanda di visto nelle Ambasciate e Consolati sudafricani per soggiorni inferiori ai 90 giorni (Provvedimento reperibile sul sito del Ministero dell’Interno sudafricano a questo link).
Viene misurata la temperatura dei passeggeri in arrivo e ne vengono esaminate le condizioni di salute; quanti presenteranno sintomi potenzialmente collegati al Covid-19 verranno sottoposti a un test. In attesa dei risultati del test, e in caso di test positivo, i viaggiatori dovranno soggiornare in strutture per la quarantena obbligatoria, sostenendone le spese. I viaggiatori sono inoltre invitati a scaricare e installare sui propri telefoni cellulari la app “Covid Alert South Africa”. È richiesto che i viaggiatori siano in possesso di un’assicurazione di viaggio.
Nel caso in cui si dovesse viaggiare con figli minori, si raccomanda di portare con sé copia dei relativi certificati di nascita plurilingue (“unabridged birth certificate”) e, nel caso di viaggio con un solo genitore o con accompagnatore, anche una lettera di consenso scritto del genitore che non viaggia (o di entrambi se l’accompagnatore fosse una terza persona), scritta in inglese in carta semplice e corredata da un documento di identità.
Anche per i passeggeri in transito in Sud Africa è richiesto un test PCR negativo effettuato da un laboratorio abilitato nelle 72 ore antecedenti il viaggio.
In seguito all’emergere in Sud Africa di una variante del virus Covid-19, alcune compagnie aeree hanno sospeso o ridotto i collegamenti aerei da e per il Sud Africa. Si raccomanda di verificare sui siti delle compagnie lo stato del proprio volo.
Diverse compagnie hanno introdotto, anche per l’imbarco dal Sud Africa verso l’Europa, il requisito obbligatorio di un test PCR negativo.  In considerazione dei continui cambiamenti dei requisiti per i viaggi verso le diverse destinazioni, si raccomanda di verificare preventivamente con la compagnia aerea quali siano gli eventuali nuovi requisiti per l’imbarco o se vi siano state sospensioni dei voli e di dotarsi comunque di un test negativo previa verifica sul tipo di test e le tempistiche richieste dalla compagnia o dal paese di ingresso. Considerato l’elevato numero dei contagi in Sud Africa, non si possono escludere future ulteriori restrizioni agli spostamenti che potrebbero complicare eventuali rientri in Italia. Si raccomanda di tenere presente questa eventualità e di rivolgersi per tempo alla propria compagnia aerea.
Sono vietati gli spostamenti per turismo dalla Provincia del Gauteng (che include Pretoria e Johannesburg); i transiti aeroportuali non sono soggetti a restrizioni. È attualmente consentito spostarsi liberamente tra le altre provincie sudafricane, tanto su terra quanto per via aerea, anche per turismo.

 

Tanzania

Tutti i viaggiatori in arrivo  sul territorio continentale della Tanzania hanno l’obbligo di:
– compilare un formulario online, reperibile al link: https://afyamsafiri.moh.go.tz/travel_guide/, entro le 24 ore dalla prevista data di arrivo in Tanzania. Avvenuta la compilazione, riceveranno una conferma dell’avvenuta trasmissione del formulario contenente un “Unique Health Code (UHC)”, da presentare all’arrivo in Tanzania agli addetti del controllo sanitario.
– presentare il risultato negativo di un test Covid-19 (RT-PCR-molecolare), effettuato entro le 72 ore dall’arrivo. 
Tutti i viaggiatori, anche se residenti, saranno sottoposti all’arrivo ad un controllo sanitario che puo’ comprendere  anche un Test Rapido Antigenico, al costo di 25 dollari. I viaggiatori provenienti dall’India, anche se residenti in Tanzania, saranno sottoposti a Test Rapido Antigenico ed a quarantena obbligatoria per la durata di 14 giorni, il tutto a loro spese. In questo caso il passeggero potra’ scegliere la struttura dove risiedere da una lista di strutture designate dalle Autorità della Tanzania, reperibile in aeroporto oppure al seguente link: https://www.moh.go.tz/en/.   I residenti avranno la possibilità di trascorrere il periodo di autoisolamento nella propria abitazione.
A tutti i viaggiatori in arrivo verranno forniti i numeri di telefono utili ai quali comunicare eventuali sintomi che possano essere correlati al Covid-19, per i necessari consigli e provvedimenti. In caso si renda necessario un trattamento sanitario i relativi costi saranno a carico degli interessati.
I membri dell’equipaggio dei vettori aerei hanno l’obbligo di presentare un valido certificato di negativita’ al Covid-19 sia in entrata che in uscita dal Paese. In caso di sintomi verranno sottoposti a trattamento sanitario secondo i protocolli applicati in Tanzania.
I viaggiatori in transito in altri Paesi per più di 72 ore saranno sottoposti a nuovo Test Rapido Antigenico all’arrivo in Tanzania.

I viaggiatori (tanzani e stranieri, residenti e non residenti) in partenza dal Paese – via aerea e via terra, dovranno sottoporsi al test per il Covid -19 (RT-PCR-molecolare) e munirsi di un certificato di negatività al virus. Le autorità locali raccomandano di recarsi in una delle strutture abilitate (Muhimbili National hospital, Amana, Mwananyamala and Temeke Regional Referral Hospitals, the Aga Khan hospital, IST clinic, Sinza hospital, Mbagala hospital and Kigamboni hospitgal) preferibilmente entro i 5 giorni precedenti la data del viaggio e comunque in base alla validità temporale del test stabilita dalla normativa del Paese di destinazione.
Si raccomanda di verificare sempre con attenzione le condizioni di volo con la compagnia aerea prima della partenza dall’Italia o dalla Tanzania,  in quanto le misure sanitarie imposte possono cambiare rapidamente.

Alle  linee aeree che servono la Tanzania   e’ stato richiesto di fornire la lista dei passeggeri a bordo, al fine di consentire alle Autorità di effettuare i controlli del caso per l’identificazione di eventuali passeggeri ad alto rischio.  Al comandante dell’aeromobile o della nave, così come all’autista di un mezzo terrestre, viene inoltre richiesto di presentare alle Autorità sanitarie di confine un’apposita dichiarazione sanitaria (Health Part of General Declaration, Maritime Health Declaration and Ground Transport/Vehicles health Declaration Form).

A tutti, operatori di viaggio e passeggeri, viene richiesto di uniformarsi alle misure di prevenzione dall’infezione da Covid-19: disinfezione delle mani, distanziamento fisico, mascherina.

Si segnala che a partire dal 4 maggio 2021 le Autorità tanzane hanno disposto la sospensione, fino a nuovo ordine, di tutti i voli da e per l’India, salvo casi eccezionali per voli speciali. 
In assenza di informazioni ufficiali sull’effettivo andamento dell’epidemia in Tanzania, si raccomanda di evitare i viaggi non essenziali nel Paese.  Ai connazionali comunque in visita in Tanzania si raccomanda la massima cautela dal punto di vista sanitario, evitando luoghi affollati, in particolare i trasporti pubblici, utilizzando sistemi di protezione individuale, osservando rigorosamente le regole di igiene e facendo sempre attenzione alle condizioni di salute proprie e delle persone vicine.

Disposizioni in vigore per Zanzibar
I viaggiatori in arrivo a Zanzibar hanno l’obbligo di:
– compilare un formulario online, reperibile al link: https://afyamsafiri.moh.go.tz/travel_guide/, entro le 24 ore dalla prevista data di arrivo in Tanzania. Avvenuta la compilazione, riceveranno una conferma dell’avvenuta trasmissione del formulario contenente un “Unique Health Code (UHC)”, da presentare all’arrivo in Tanzania agli addetti del controllo sanitario. In caso di problemi tecnici accedere attraverso il sito: https://afyamsafiri.moh.go.tz.
– presentare all’arrivo il risultato negativo di un test Covid-19 (test molecolare – RT-PCR – entro le 72 ore, fatto salvo che per i minori al di sotto dei 5 anni di eta’.
I viaggiatori che all’arrivo a Zanzibar presenteranno sintomi da Covid-19 saranno soggetti ad un test e, se trovati positivi,  sottoposti a trattamento sanitario nelle strutture abilitate.
I viaggiatori provenienti da Paesi dove sono state registrate nuove varianti del virus (in base agli aggiornamenti giornalieri dell’OMS – https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/travel-advice ) saranno sottoposti all’arrivo a Test Rapido Antigenico, al costo di 25 dollari. Se riscontrati positivi saranno posti in quarantena obbligatoria per 14 giorni, a loro spese, in un albergo di loro scelta selezionato da una lista precompilata dalle Autorità locali o, se residenti, presso il proprio domicilio. Al fine di evitare le file per il pagamento del test, vi è la possibilità di pagare online in anticipo accedendo al seguente link: https://zanzibarcovidtesting.co.tz. L’equipaggio dei vettori aerei sarà sottoposto alle stesse misure cautelari già indicate per la Tanzania continentale ed i singoli membri dell’equipaggio potranno essere sottoposti a quarantena in caso di positività al test.
Non e’ richiesto di fare alcun test per la partenza da Zanzibar, a meno che ciò non sia obbligatorio per la compagnia aerea utilizzata o per il Paese di destinazione finale.
Anche Zanzibar richiede a tutti di uniformarsi alle misure di prevenzione dall’infezione da Covid-19: disinfezione delle mani, distanziamento fisico, mascherina.

Si segnala che, a causa di temporanei problemi tecnici, il sito tanzano, utile a compilare il modulo online sia per la Tanzania che per Zanzibar, potrebbe non offrire questa possibilità.  Se il problema dovesse persistere, i potenziali viaggiatori potranno compilare a mano  il suddetto modulo,  disponibile in forma cartacea presso l’aeroporto di destinazione. Questo potrebbe comportare un’attesa più lunga per sottoporsi al test Covid-19 previsto in arrivo.

 

Uganda

Dal 1° ottobre 2020 le frontiere terrestri ed aeree sono riaperte; tuttavia permane il blocco dei voli dall’India. Per l’ingresso nel Paese, è richiesta la presentazione di un test PCR che attesti la negatività al COVID-19 eseguito 120 ore prima. Il regolamento di ingresso prevede, inoltre, il rilievo della temperatura corporea e la verifica di assenza di sintomi evidenti riconducibili al virus. Se ritenuto necessario dal personale sanitario presente in Aeroporto o ai posti di frontiera, i viaggiatori verranno sottoposti nuovamente ad un test COVID-19 e, se positivi, soggetti a isolamento e trattamento medico (a proprie spese) presso le strutture ospedaliere autorizzate dal locale Ministero della Sanità.
Anche per l’uscita dal Paese è richiesta la presentazione di un certificato di test PCR COVID-19 negativo, rilasciato non più di 72 ore (si consiglia 48)  prima della partenza,  da un laboratorio autorizzato dalle autorità locali. Poiché il protocollo in uscita dipende anche dal paese di destinazione/transito e dalla compagnia aerea, si raccomanda di informarsi preventivamente presso la compagnia aerea di riferimento. Per maggiori dettagli cliccare qui.
In risposta all’emergenza sanitaria in corso, dal 19 giugno per 42 giorni è in vigore un coprifuoco dalle 21.00 alle 05.30 e l’obbligo di indossare una mascherina in tessuto quando si è fuori casa. Coloro che si recano all’Aeroporto internazionale di Entebbe (o da lì provengano) durante le ore di coprifuoco, devono essere in possesso di documentazione valida (biglietto aereo, carta d’imbarco) in modo da giustificare il motivo dello spostamento.

Zambia

Nello Zambia continuano ad aumentare casi Covid 19 sia nelle zone urbane che in quelle rurali e nelle parti piu’ remote del Paese esacerbati dalle varianti molto piu’ contagiose che si trasmettono facilmente.
Queste Autorita’ hanno introdotto le seguenti misure restrittive a tutela della salute pubblica per i passeggeri in ingresso:.
Controllo all’arrivo a qualsiasi frontiera (aeroporti o terrestre) che il viaggiatore sia in possesso di test negativo PCR ottenuto nelle 72 ore antecedenti l’inizio del viaggio.  Le Autorita’ si riservano di verifare altresi’ l’autenticita’ e validita’ di tale certificato.Ogni viaggiatore in arrivo dovra’ inoltre compilare un autodichiarazione che verra’ ritirata dall’autorita’ sanitaria ed utilizzata per i successivi controlli.Coloro che dovessero presentare sintomi, saranno sottoposti ad ulteriore test ed a quarantena in strutture governative fino a quando saranno disponibili gli esiti dei test. In caso di risultati positivi, saranno ricoverati nelle strutture governative designate.Le regole generali di obbligo dell’uso della mascherina in luoghi pubblici, l’igienizzazione delle mani, il distanziamento sociale, l’evitare i luoghi affollati e l’obbligo di informare immediatamente le autorità sanitarie all’insorgenza di sintomi sono tuttora valideLe Autorità si riservano di  valutare eventuali variazioni alle attuali misure, in base all’andamento della pandemia sia nel Paese che globalmente e di aggiornare l’elenco dei Paesi considerati ad alto rischio nei confronti dei quali si applicano ulteriori restrizioni (test PCR all’arrivo e quarantena in strutture governative fino ad ottenimento dei risultati negativi, con spese a carico dell’interessato). L’Italia e’ stata recentemente rimossa da tale elenco.
Rimane l’obbligo per  tutti  i passeggeri in uscita dal Paese di essere muniti di certificazione rilasciata dalle Autorita’ sanitaria a conferma del risultato negativo del test Covid-19. Tale certificazione puo’ essere ottenuta attraverso  i centri dove vengono effettuati i test.  
Si raccomanda di verificare con la propria compagnia aerea quali siano le regole relative ai tempi di validita’ del test negativo in quanto possono variare non solo in base alla destinazione, ma anche in base ai transiti da effettuarsi.

Zimbabwe

Il Paese, per l’alto numero di casi covid, è in Lockdown livello 4.
Il coprifuoco è dalle ore 18,30 alle ore 06.00. Sono necessarie le lettere giustificative per gli spostamenti (recarsi al lavoro ecc…).
Il trasporto aereo non ha subito modifiche, l’entrata alle frontiere terrestri invece è consentita solo ai residenti al rientro nel Paese ad eccezione (dal 28 luglio 2021) di Victoria Falls aeroporto e frontiera terrestre Victoria Falls e Kazungula (Zambia).
Victoria Falls ha riaperto ai turisti che, all’arrivo, devono pero’ dimostrare di aver effettuato le due dosi di vaccino contro il Covid-19. 
Sono sempre in atto le seguenti misure  contro la diffusione della pandemia:
– I viaggiatori che entrano nel paese dagli Stati confinanti devono sottoporsi a test PCR Covid-19 non più di 48 ore prima della loro partenza per lo Zimbabwe.
– Coloro che arrivano senza un certificato negativo PCR valido saranno sottoposti a quarantena in un hotel per 10 giorni a proprie spese.  
– Quelli con certificato PCR negativo potranno invece porsi in auto-quarantena a casa o in hotel per 10 giorni a partire dal giorno di arrivo nel paese
Al’arrivo, i passeggeri sono tenuti a completare i questionari sanitari specificando dove si sono recati e dati personali ai fini del monitoraggio del COVID-19.
I viaggiatori provenienti da aree ad alto rischio delle varianti COVID 19 Alpha e Delta devono essere messi in quarantena a proprie spese e dovranno effettuare test PCR nei giorni 1°, 3°, 5° e 10mo.
Solo i passeggeri che arrivano dall’India (o sono stati in India negli ultimi 10 giorni) sono tenuti a fare una quarantena obbligatoria in un centro.
È disponibile un numero verde nazionale dedicato e un call center “2023” per informazioni sul COVID-19 ai viaggiatori.